SCIA 2, le novità nella burocrazia edilizia

Nel dicembre del 2016 è stato approvato il decreto SCIA 2, nato con lo scopo preciso di rendere più semplici i vari passaggi burocratici che regolano gli interventi edilizi.

La novità principale è che ha sostituito la DIA, ovvero la Dichiarazione di Inizio Attività, la CIL Comunicazione di Inizio Lavori e la Super DIA, inoltre è stato ampliato il panorama dell’edilizia libera, per la quale non è richiesta alcuna autorizzazione.

La SCIA 2 viene utilizzata per opere di manutenzione straordinaria, mirate al restauro o al risanamento conservativo delle parti strutturali dell’edificio, che non comportino variazioni di volumetria, né alla sagoma e tanto meno alla destinazione d’uso.

E’ possibile usare questa procedura, in alternativa al Permesso di costruire, anche per le opere di manutenzione straordinaria pesanti, come la ristrutturazione edilizia dove si verificano delle modifiche della volumetria complessiva.

Per gli interventi che variano la sagoma degli immobili sottoposti a vincoli, interventi di nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica, solo se disciplinati da piani attuativi con precise disposizioni plano- volumetriche, tipologiche, formali e costruttive.

Visto che si tratta di una novità i comuni hanno messo a disposizione degli addetti ai lavori un’attività di consulenza funzionale all’istruttoria, il progettista potrà consultare i tecnici del comune e sincerarsi della procedura da seguire per la realizzazione dei lavori.

In un secondo tempo possono presentare la SCIA 2, iniziare i lavori senza il rischio che il cantiere subisca alcuno blocco.

Per districarsi nel mondo delle pratiche edilizie, consigliamo la società iRebuilding, che da anni si occupa di interventi su preesistenze, ristrutturazione e valorizzazione di immobili. La società abruzzese sarà in grado di dare tutto il supporto tecnico necessario per qualsiasi intervento su un immobile. Ringraziamo iRebuilding per la collaborazione nell’esposizione dell’argomento.